Spontanea, leggera come un papavero…

Sono in treno. Non mi ero mai resa conto di quanti papaveri ci fossero vicino ai binari.

Uno, cento, mille che crescono dove vogliono, negli spazi verdi dimenticati.

Potenti, forti e lievi allo stesso tempo. Il treno si ferma. Siamo in una dimensione senza tempo. Il rosso ondeggia, spinto dal vento e sembra quasi sorridere.

Vorrei essere un papavero, libero per sempre. Non imprigionato in un vaso ma nella terra che si è scelto.

Sfacciato, si fa notare, colorato e “alto alto”. Pensate che possono arrivare sino a 60 cm!


Bello sapere che ci rallegreranno da maggio a luglio.
Così potrò andarli a trovare sul ciglio della strada per coglierne uno, stropicciarlo un po’ e imprimermi sulla fronte il pistillo per disegnare una stella.

Per tornare bambina e immaginare viaggi infiniti senza meta.

 

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