11 gennaio: Matteo Zac Renzi

Se gli stati uniti hanno Obama noi abbiamo Matteo Renzi. Non nero ok, ma giovane, vivace, possibilista, positivo, travolgente e senza parenti in politica o industrie in saccoccia.

Uno il cui cognome abbiamo letto per la prima volta. Uno che risponde alle domande senza giri di parole fatti di subordinate, congiuntivi, pause, divagazioni. Insomma, uno che risponde alle domande.

Quando ha detto ad alta voce che la nostra classe politica andava rottamata tutti hanno risposto :”Lo dicevo da una vita io” ma nessuno l’aveva mai detto veramente. Cosi come quando è andato alla “ruota della fortuna” che azzeccando due vocali s’è portato a casa 30 milioni di vecchie lire in comodi gettoni d’oro. Si diceva “che ci vuole?”. Eppure lui l’ha fatto, senza storie.

È la prima volta che voto uno che ha meno di dieci anni in più di me. Anzi, è la prima volta che ho la possibilità di votare uno che ha guardato i miei stessi telefilm da piccolo e che ha avuto i miei stessi idoli da ragazzo. Uno che pensa ai suoi figli come me, non ai suoi bisnipoti. Uno che al liceo ha studiato la storia fin dove l’ho studiata io. Uno, in fondo, che sa cosa vuol dire precario (sua moglie lo è!).

Allora: Renzi aveva Jovanotti come supporter mentre Obama aveva Bruce Springsteen (con tutto il rispetto…) ma tutti e due sono stati il voto del cambiamento, della novità, della voglia di provare.

Zac (come si firmava quando da giovane faceva il giornalista): io, ti rivoterei!

MATTEO RENZI è NATO A FIRENZE L’11 GENNAIO 1975 SOTTO IL DETERMINATO SEGNO DEL CAPRICORNO.

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