16 maggio: Questo piccolo grande Claudio

16 maggio: Questo piccolo grande Claudio

Noi non saremo nostalgiche sessantottine, ma sicuramente ci siamo trovate almeno una volta in spiaggia al tramonto, intorno ad un falò ad intonare queste mitiche parole: “..Quella sua maglietta finaaaaa….”. Ah che meraviglia, quella beat generation alla Sapore di Mare, che viveva una vita in un’estate. E sempre e comunque come cantava Claudio, perché si sa come, sapeva sempre trovare le parole giuste, per spiegare, per definire qualcosa che era stato, e che non c’era più.
Figlio di un carabiniere e di una sarta, il nostro Claudio si affaccia al mondo musicale da autodidatta. Con la sua chitarrina strimpella qua e là qualche accordo, per poi cominciare a prendere seriamente lezioni presso un maestro privato. Gli esordi non sono per niente male, vince varie manifestazioni canore, e riesce a crearsi anche un suo pubblico di nicchia, che riesce ad amare il suo stile un po’ melò. Il botto avviene nel 1972, quando pubblica “Questo piccolo grande amore”, che lo consacra al successo e facendo si che Claudio venga identificato come cantautore romantico, dai buoni sentimenti per antonomasia.

Nel 1985, Questo piccolo grande amore, sarà proclamata da una giuria italiana  “canzone del secolo”, non male per un autodidatta. Da qui in poi Claudio non ne sbaglia una, ogni singolo e album pubblicati sono successi, tanto che comincia ad essere espatriato e sdoganato dal concetto esclusivo di cantautore italiano. Le donne impazziscono per lui, con quella voce un pò rauca e quell’aspetto così da bravo ragazzo. Sottolineo tutte le donne, perchè anche le nonne non possono fare a meno di adorare lui e le sue canzoni. Alcune delle più famose vengono tradotte addirittura in altre lingue. Nel 1982, alla nascita del figlio Giovanni, dedica Avrai.

Io personalmente amo altre due canzoni: Mille giorni di te e di me, e Sabato pomeriggio. Non so, avranno quella nostalgia che a Baglioni riconosco in ogni testo. Sarà che sono canti d’amore struggenti, e sarà che nessuno mi ha mai chiamata Passerotto. Sta di fatto che almeno una volta nella vita, una sua canzone l’abbiamo urlata al cielo!

CLAUDIO BAGLIONI NASCE IL 16 MAGGIO A ROMA, SOTTO IL SEGNO DEL TORO.

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