22 agosto: Henri, non dire “cheese”!

È vero: la tecnica fotografica si apprende senza troppi requisiti in breve. Ed è vero: la realtà è alla portata di tutti, bellissima. Ma l’occhio che Sto arrivando! Coglie questa realtà in un midi che nessun altro, quest’occhio fa del fotografo un artista. Forse il più intellettuale degli artisti. Il più scoperto.

Henri Cartier-Bresson è un purista della fotografia: ha documentato il mondo con la sua Leica al collo. C ha portato il profumo della Cina, il pericolo dell’Africa, il cinema deli USA negli anni 30 e la paura del nazismo negli anni 40, la libertà ed il ritorno a casa.

Le sue foto sono un viaggio nel mondo e nella storia, sono una lente d’ingrandimento che ci fa arrivare in un attimo al cuore e alla testa delle persone che li sembrano colte per caso.

Due gambe di donna intrecciate raccontano in un attimo tradimenti di classe, un’espressione naturale, una frazione di secondo rubata all’anonimato, un movimento immortalato per sempre raccontano più di mille parole ciò che avviene e ciò che si prova. Nello scegliere questi momenti da consegnare alla storia sta la forza dell’artista. 
Al mondo della fotografia Cartier-Bresson ha voluto lasciare, oltre ai suoi capolavori, anche la Magnum, agenzia fondata alla meta degli anni 40 insieme a tre altri grandi fotografi di reportage, che promuove la fotografia come proprietà intellettuale del fotografo stesso ed estranea alle commissioni. Il fotografo è libero di decidere cosa e come fotografare per documentare ciò che vede e vuole raccontare. Solo successivamente intervengono le riviste ed i musei ad acquistare le immagini.

Questo è alla base della fotografia come arte: del sentire, del vivere e del raccontare.

HENRI CARTIER BRESSON è NATO A CHANTELOUP IN FRANCIA IL 22 AGOSTO 1908, SOTTO IL MAGNETICO SEGNO DEL LEONE.

 

 

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